
Mi chiamo Davide Valeri e sono un sociologo italo-etiope, specializzato nello studio del razzismo, dello sport e delle discriminazioni. La mia doppia appartenenza non è un dettaglio biografico: è il punto di partenza del mio sguardo sul mondo. Crescere tra due culture mi ha insegnato che le identità si costruiscono, cambiano, si trasformano.
Sono nato a Roma, dall’unione tra Mauro Valeri, sociologo del razzismo scomparso nel 2019, e Aster Carpanelli, studiosa di relazioni internazionali e attivista politica etiope.
Da mio padre ho imparato che lo sport non è mai neutrale: riflette discriminazioni, disuguaglianze e resistenze della società. Da mia madre ho imparato l’arte del dubbio, il valore del pensiero critico e l’importanza di non dimenticare le proprie origini.
Il mio lavoro nasce da una convinzione semplice: il razzismo non è un problema di singoli pregiudizi, ma un sistema che attraversa ogni ambito della vita sociale — dallo sport alle politiche migratorie, fino al modo in cui ricordiamo (o dimentichiamo) il nostro passato coloniale.
Mi occupo di ricerca sociale, formazione e giustizia decoloniale. Credo che capire come funzionano le disuguaglianze sia il primo passo per smontarle. E che l’università debba parlare con il mondo, non solo con se stessa.
Lavoro tra accademia, società civile e territori: collaboro con università, scuole, enti del terzo settore e collettivi. Porto formazione antirazzista, facilito processi partecipativi, scrivo e ascolto.
Questo sito raccoglie progetti, articoli e riflessioni su razzismo, migrazioni e trasformazioni sociali. Ma la parte più importante accade nelle conversazioni — con le persone che incontro, che mi scrivono, che fanno domande difficili.
Se vuoi confrontarti, collaborare o condividere un’idea, scrivimi.